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Genitorialità positiva

Negli ultimi giorni ho avuto la fortuna di confrontarmi con diverse famiglie e riflettere sul modello di genitore che vogliamo essere per i nostri figli. Adoro tanto appoggiare le persone nel loro valutare cosa sia meglio per la propria famiglia perché mi aiuta anche a riflettere e a confermare il tipo di genitore che ho scelto di essere per mia figlia.


Cosa significa per voi essere genitori?





Se penso a mio padre e mia madre, credo che in passato l’essere genitore era una condizione “naturale”, che non portava con sé molte riflessioni. Si faceva il genitore come lo facevano tutti, come prima lo erano stati i propri di genitori, tramandando i modelli educativi attraverso le generazioni.


Essere genitori al giorno d’oggi, per noi vuol dire farsi delle domande (a volte troppe, lo ammetto!), mettersi sempre in gioco e non dare per scontato quello che si deve fare con un bambino. Classico esempio: il bambino che fa i “capricci”. Il vostro modo di affrontare questa situazione è lo stesso di quello dei vostri genitori? Il nostro tende ad essere diverso. Prima di tutto perché pensiamo che sia importante accogliere l’emozione del bambino e ascoltarlo. Questo non vuol dire assecondarlo, ma bensì costruire un clima in cui le situazioni si affrontano con il dialogo e i problemi si risolvono ragionando sulle possibili soluzioni.


Fare il genitore, quindi, vuol dire scegliere il modello di educazione che si vuole insegnare ai propri figli. In altre parole, vuol dire scegliere come insegnargli ad affrontare la vita. Di certo non esiste solo una formula magica che valga per tutti. Credo però che qualche comune denominatore per assicurare uno sviluppo emotivo ed intellettuale sano ci sia: l’empatia, la serenità e il dimostrare l’amore. Scegliere consapevolmente come educare i propri figli non è una strada dritta, di curve e buche ce ne sono tante: spesso siamo stanchi o arrabbiati ed in quei momenti anche il genitore più zen tende a trasformarsi in Super Saiyan con giramento delle sfere del drago annesso!


Cercare di portare avanti un modello educativo consapevole, quindi, non è facile anche perché non vuol dire solo educare i propri figli, ma essere disposti a migliorarsi come persona e come famiglia. Insomma, educare oggi è un cammino da intraprendere tutti insieme, è condivisione, ascolto e comprensione. Tutto questo e molto di più è quello che viene definito come genitorialità positiva, ossia la capacità di interagire con i membri della famiglia in modo da creare uno spazio dentro il quale ci si sente compresi ed in armonia.


Questa è la filosofia che ho scelto per L’ABbraccio, attraverso il quale sono sicura di riuscire ad appoggiare sempre più famiglie che hanno voglia di intraprendere questo splendido cammino.


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